La musica ai tempi del Coronavirus

L’Italia è zona rossa, primo giorno dopo la conferenza stampa di Conte e le città si fermano per contrastare la diffusione del Coronavirus. Passando per i giardini pubblici, tra le giostre che smontano e gli avvisi della Regione Lazio sulle misure da prendere per contrastare il Covid19, vengo rapito da una scritta con bomboletta rossa dagli scenari apocalittici: “moriremo tutti”. E questo è vivere? Non resta che chiuderci in casa. I bar sono chiusi, gli eventi rimandati, i CONCERTI ANNULLATI.

Scritta “moriremo tutti” ai giardini pubblici di Latina

Le strade sono vuote e mi sento come Vincent Price che passeggia nella Roma EUR deserta per il film “L’ultimo uomo dell terra” ascoltando gli UNBORN che gli hanno dedicato un brano nel loro ultimo album.

The Unborn l’ultimo uomo della terra (streetpunk)

Latina è una città fantasma, proprio come gli Statuto hanno descritto Torino nel singolo pubblicato qualche settimana fa: “Città fantasma”, appunto.

Video Statuto città fantasma

Prima di loro, sono stati gli Specials a descrivere una Londra deserta, ma quelli erano gli anni 80 e il Coronavirus era il male minore se paragonato a un’imminente guerra nucleare e a una crisi economica senza eguali.

Video the specials ghost town (ska 2tone)

Non rimane che entrare nella mia stanzetta, la mia quarantena, ascoltando “Isolation” dei Joy Division leggendo giornali degli anni 80 e aspettare che tutto questo si risolva.

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