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“Quest’album dei PULP non lo ricordo. Ah, ecco perché…”

“Quest’album dei PULP non lo conosco…” è quel che ho detto al tipo della bancarella nel momento in cui ho tirato fuori il CD dallo scaffale. “Questo è bellissimo” mi dice lui e mi fa capire (citando Disco 2000) che sa il fatto suo. Lui ha qualche anno più di me e questo dovevo vederlo con sospetto e invece no: famo a fidasse. Mai cedere alle opinioni altrui, seguire sempre l’istinto (soprattutto con le opinioni di quelli maturi). Ok, lo compro.

Musica, streetwear e flower power: cappellino alla pescatora, disco dei Pulp e si esce a comandare.

We love life è l’ultimo album in studio dei Pulp ed è stato pubblicato nel 2001. Non vedo l’ora di ficcarlo nello stereo. Ero un po titubante all’acquisto, i Pulp mi piacciono ma questo We Love Life proprio non lo ricordavo, la track list mi era sconosciuta e se mi è stato detto “è bellissimo” vuol dire che mi sono perso qualcosa di grandioso, macché.

Evidentemente l’avrò ascoltato pure su Spotify ma l’ho rimosso inconsciamente dalla mia memoria.

Pulp: non sono più gli anni 90 e io non sopporto la maturità

Jarvis sei tu? Se ci sei batti un colpo…

Appena partita la prima traccia ho capito che gli zebbedei mi avrebbero toccato terra, ma sono masochista, un album non va giudicato dalla copertina, né dalla prima traccia. Ma gli zebbedei continuano a scendere. Verso la seconda metà del disco qualche pezzo mi acchiappa, come ad esempio Bad Cover Version, non certo allegra ma godibile. La voce non sembra nemmeno più quella di Jarvis Cocker, la botta degli anni 90 è passata e sapete qual’è la cosa più brutta che possa capitare a un musicista?… maturare.

Non ne posso più di questi artisti maturi, alla fine si abbandonano sempre alla loro malinconia. E’ un po come quando ascolti i The Jam e poi vai a un concerto di Paul Weller. Ma quello nel frattempo non ha più 20 anni e ti ritrovi a un concerto di Guccini, con tutto il rispetto.

Stessa cosa quando ascolti i primi Diaframma, e non è la stessa cosa ascoltarli oggi, sono cresciuti, Fiumani è cresciuto, devi aspettartelo, ma uno ci spera sempre. E pure Morrissey è “troppo maturo”, può dire e fare qualsiasi cosa e per me rimane sempre nell’olimpo dei musicisti, ma ora è troppo maturo, le sue canzoni oggi ti abbuffano i maroni. Mai fidarsi delle persone più grandi di te, come mai fidarsi di uno che vende dischi a ragazzi più giovani di lui. Quello vuole che tu maturi.

C’è un detto che dice “non andare a tagliarti i capelli da un barbiere pelato perché non avrà rispetto della tua folta chioma”, stessa cosa può valere per i venditori di dischi: affidati ai pischelli, anche ai Trappettari va bene, purché non siano maturi, la maturità rende tristi.

Alla fine conserverò questo disco, magari quando sarò maturò comincerò ad apprezzarlo… ma non ci contate troppo, ho solo 40 anni sant’iddio.